"Era come se l'atto di violenza compiuto dal ragazzo l'avesse costretta finalmente a guardare dentro di sè e a porsi gli interrogativi che evitava da anni per timore delle risposte. Che cos'era mai questo potere, questa insidiosa minaccia, quest'arma invisibile puntata alla tempia che controllava la sua esistenza, questo terrore di essere insultata?"Era rimasta vergine per non essere chiamata sgualdrina o puttana. Si era sposata per non essere chiamata zitella. Aveva finto gli orgasmi per non essere chiamata frigida. Aveva avuto dei figli per non essere chiamata sterile. Non era mai stata una femminista per non sentirsi dare della lesbica. Non aveva mai protestato nè alzato la voce per non venire etichettata come una rompiscatole...
"Aveva fatto tutto questo, eppure quell'estraneo l'aveva umiliata con le parole che gli uomini rivolgono alle donne quando sono furiosi.
"Perchè sempre riferimenti al sesso? si domandò Evelyn. E perchè, quando gli uomini volevano umiliare gli altri uomini, li chiamavano donnicciole? Come se fosse la cosa peggiore del mondo. Che cosa abbiamo fatto per essere considerate in questo modo? Per essere chiamate vacche? La gente non insultava più i negri, almeno non in faccia. Gli italiani non erano più chiamati cani e conversando tra loro, le persone non chiamavano più musi gialli gli orientali o figli di Giuda gli ebrei. Tutti avevano un gruppo che protestava per loro e li difendeva. Solo le donne venivano ancora mortificate dagli uomini. Perchè? Dov'era il loro gruppo? Non era giusto".